Simbolo caratteristico ed iconico del folcrore siciliano è il carretto, unico nel suo stile, negli intagli e nei colori. Questi tipici carretti,  usati per il trasporto di merce varia, erano realizzati da abili artigiani, chiamati Carradori, che dovevano saper riunire conteporaneamente l’arte del’intagliatore, dello scultore, del fabbro e del pittore.

 

“Non ci sono solo rovine in Sicilia e commoventi testimonianze di un passato con il quale tutte le civiltà si sono sposate. Non ci sono solo le strade solitarie dove circolano i carretti dipinti con scene della Bibbia, trainati da cavalli piumati che sembrano dover partecipare ad un torneo. Non ci sono solo i templi morti e i chiostri con i mosaici colorati… c’è lo sforzo di tutte le persone per connettere il passato con il futuro, ed essere così degne della loro autonomia, e alle quali auguro buona fortuna con tutto il cuore.” ( Jean Cocteau poeta, saggista e drammaturgo francese 1889 – 1963)

I temi , oggetti delle decorazioni dei carretti, erano di varia natura: dalle immagini sacre dei santi a quelle di personaggi dei romanzi cavallereschi, dai avvenimenti storici a scene di vita quotidiana. La quantità e ricchezza dei dettagli e la preziosità dei materiali era dovuta all’agiatezza dei committenti. Oggi, possiamo apprezzare queste meravigliose opere d’arte siciliana nelle feste folcroristiche nei paesi e ad Agrigento in particolare nel corso della Sagra del Mandorlo in Fiore.

L’ultimo Carradore “Raffaele La Scala”

Chi è Raffaele la Scala, ultimo carradore di Agrigento? Cresciuto a Comiso, provincia di Ragusa, ha imparato a soli 5 anni, l’arte del Carradore. Realizza il suo primo carretto a soli 14 anni e successivamente viene convinto a trasferirsi ad Agrigento dove i suoi lavori sono molto richiesti e non vi è ancora una scuola che si occupa di realizzare carretti.

Il figlio Marcello continua a voler far conoscere questa antica tradizione emulando l’arte del padre e organizzando mostre di cui l’ultima nel 2019 si è tenuta a Palacongressi con giornate dedicate al laboratorio, occasione unica per vedere dal vivo la realizzazione di queste opere d’arte . “Mio padre  era il meccanico dell’epoca, da lui si andava per cambiare un raggio della ruota, sistemare la sponda, ferrare il carretto”.  Questa maestria conquista anche lo scrittore Andrea Camilleri, che decise di conoscere personalmente il grande maestro e ultimo carridore Raffaele.

Purtroppo non c’è ancora una mostra perenne dei carretti siciliani ad Agrigento ma basta mettersi in contatto con Marcello La Scala per organizzare delle visite guidate proprio nella sua bottega, dove potrete emozionarvi davanti alla ricca collezione di unica bellezza.

Un’esperienza unica ed emozionante. Il figlio del Mastro corradore La Scala spiega con molta passione la storia della produzione artigianale locale dei carretti siciliani. Nella bottega sono presenti carretti siciliani unici, alcuni dei quali hanno anche rappresentato l’Italia all’estero, per esempio al Parlamento Europeo o in Francia. Si tratta di un bene UNESCO e REIS (Registro Eredità Immateriali della Sicilia), questo non fa che sottolineare la sua grande importanza soprattutto perché ciò che viene raccontato è esclusivamente orale, non è scritto sui libri. Visitare questo posto non permette solo di vedere stupende opere artigianali ma anche di conoscere la storia delle tradizioni artistiche locali attraverso i testimoni che le hanno vissute in prima persona.

( recenzione su Tripadvisor )

Per informazioni http://www.raffaelelascala.net

 

 

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